Colmare le distanze: percorsi di inclusione per i bambini disabili

La capacità di affrontare i problemi di sviluppo educativi nel Paese è limitata. La maggior parte dei vincoli per lo sviluppo del settore dell’istruzione primaria e secondaria sono: carenze di classi e strutture, poche iscrizioni, scarsa frequenza e abbandono scolastico, elevati tassi di analfabetismo rurale e mancanza di insegnanti qualificati. L’inadeguatezza delle risorse agisce da ostacolo alla trasformazione socioeconomica del paese e al raggiungimento dell’autonomia nelle risorse umane. Con particolare riguardo ai bambini con disabilità e bisogni speciali, si evidenzia che in Eritrea, il problema della disabilità mentale è diffuso in numero superiore a quello dei paesi occidentali. La mancanza di strutture attrezzate, personale addestrato, soluzioni per la cura e il collocamento dei bambini e una cultura non inclusiva verso i bambini con disabilità, incrementano l’esclusione sociale della maggioranza dei bambini disabili, causando costi economici e sociali per il paese. Una ricerca dell’UNICEF sulla disabilità (gennaio 2009), fa rilevare che i bambini disabili che frequentano la scuola non hanno una diagnosi esatta della loro disabilità poiché non esiste un sistema diagnostico per le disabilità (a livello nazionale o regionale). Pertanto per gli insegnanti risulta difficile identificare un programma didattico specifico e personalizzato. C’è inoltre una enorme distanza tra scuola e famiglia: questo anche a causa della logica fatalista e del retaggio culturale dell’ereditarietà delle disgrazie legata alla vergogna e al peccato.

I principali problemi da affrontare sono: scarsa competenza pedagogica (nei settori didattico-educativo, psicosociale e fisico) e mancanza di aggiornamento professionale adeguato; disponibilità limitata e difficile accesso all’aggiornamento dei programmi di formazione; mancanza di interrelazione tra attività pre-scolastiche e scuole elementari; assenza di percorsi educativi integrati negli asili e nelle scuole elementari destinati ai bambini con disabilità; mancanza di un sistema diagnostico di disabilità; riconoscimento limitato da parte dei genitori dell’importanza dei programmi educativi mirati specificamente alla disabilità.

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