Iniziativa di emergenza in favore delle popolazioni della regione di Mopti, con particolare attenzione alla tutela dei gruppi più vulnerabili

Il Mali attraversa dal 2012 una crisi prolungata sia politico-militare che umanitaria, definita da OCHA una “emergenza complessa”, per la trasversalità e molteplicità di fattori e interessi in causa. Tale situazione è iniziata con un nuovo episodio di ribellione dei gruppi indipendentisti al nord del paese, la loro iniziale saldatura con gruppi jihadisti e occupazione armata delle regioni centro-settentrionali e quindi il colpo di Stato militare del 22 marzo 2012, che ha rovesciato il Governo con l’accusa di incapacità nel gestire la crisi. L’acuirsi delle violenze nel nord del Mali, la creazione di una vasta regione sotto il controllo di diversi gruppi armati, e l’internazionalizzazione del conflitto –con l’intervento dell’esercito francese e poi di forze multilaterali sotto l’egida ONU- hanno generato l’esodo di gran parte della popolazione civile che ha cercato rifugio in Mauritania, Niger o Burkina Faso, oppure nelle regioni centrali del Paese e nella capitale, aree più tranquille.

Il Mali è 187° su 198 paesi, secondo gli indici di sviluppo umano dell’UNDP. Le istituzioni statali, già fragili, hanno perso la capacità di fornire un accesso adeguato ai servizi sociali di base, soprattutto nelle aree settentrionali e nelle zone rurali, per mancanza di risorse umane e finanziarie, di direzione e stabilità. In breve, è aumentato il livello di insicurezza alimentare contemporaneamente alla diffusione del clima di violenza e incertezza e all’indebolimento dell’istituzionalità: è quindi il tessuto sociale che si è venuto deteriorando, esacerbando i conflitti (già latenti) tra diversi settori e “identità” del Paese. Questo quadro già complicato sul piano umanitario, sociale ed economico è stato aggravato ulteriormente da eventi climatici perniciosi legati alle mutazioni climatiche in atto, che hanno messo in ginocchio l’agricoltura familiare in varie zone del paese.

Il cercle (provincia) di Koro, zona d’intervento del progetto, al sud-est della regione di Mopti è composto di 16 comuni, ha circa 420.000 abitanti -di cui il 50,74% sono donne- e si estende su 10.940 km2 ed è una delle provincie di frontiera con il Burkina Faso. Tra le regioni del Centro-Nord, Mopti è la meno colpita direttamente dal conflitto armato (incidenti di sicurezza, attentati, banditismo) ma, proprio per questo e per la sua posizione geografica, tra le più segnate dal flusso di popolazione sfollata, ciò che ha creato significativi impatti sulla sicurezza alimentare, la copertura sanitaria e educativa della zona, la convivenza intracomunitaria.

L’85% delle scuole funzionanti necessita ristrutturazione, il 90% di mobilio e articoli di cancelleria e il 95% di appoggio in materia di nutrizione. L’abbandono scolare è tra i più alti del Mali a causa dell’impiego dei giovani nel lavoro agricolo e domestico.

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