Mozambico: parola alla Mulher Trabalhadora

“Superare la condizione che colloca la donna nella posizione di moglie del lavoratore e conquistare progressivamente un riconoscimento nella sfera lavorativa, sociale e politica”.

Queste le parole di Paula da Vera Cruz, moderatrice nella prima parte del seminario sul rafforzamento dei comitati delle donne lavoratrici, “Sobre o fortalecimento dos comités da mulher trabalhadora”, tenutosi a Matola (Maputo) l’8 e il 9 dicembre 2014, nella Scuola Centrale di formazione dei quadri (Escola Central de Formação de Quadros) della confederazione sindacale mozambicana OTM-CS.

Il seminario è una delle attività del progetto Saber para Participar, promosso da ISCOS a favore di un reale dialogo sociale. Lo scopo è quello di sostenere le donne lavoratrici attraverso la formazione e azioni di sensibilizzazione, affinché possano ottenere una piena realizzazione dei propri diritti.

Carattere inclusivo dei programmi di sicurezza sociale, garanzia dei diritti delle madri lavoratrici, rappresentazione della donna nei sindacati e dialogo sociale come strumento fondamentale per la risoluzione dei conflitti: questi i temi trattati durante il seminario.

Gli interventi fatti nel corso delle giornate dell’8 e 9 dicembre hanno sottolineato come la conoscenza e la piena presa di coscienza dei propri diritti siano il primo passo necessario che le lavoratrici mozambicane devono compiere affinché possano intraprendere il cammino che permetta loro di lasciare la posizione passiva a cui la società le ha relegate. La partecipazione attiva nei sindacati è una fondamentale occasione per prendere parte ai processi decisionali inerenti le questioni che riguardano le donne lavoratrici sia nel settore formale che in quello informale. Durante il seminario è anche stata sottolineata l’importanza delle protezione sociale come strumento per la riduzione di povertà, disuguaglianza, esclusione sociale e disoccupazione.

“Il mondo del lavoro è uno spazio privilegiato per promuovere politiche, educazione, servizi e pratiche con il potenziale di rompere il ciclo vizioso trans-generazionale di malnutrizione cronica e mortalità materna nel Paese” ha asserito Ruth Castel-Branco dell’ILO.
Il 94% delle lavoratrici mozambicane sono impiegate nel settore informale: si tratta di lavoratrici autonome principalmente impiegate nel settore agricolo o in lavori domestici. Queste mulheres (donne) non godono della protezione della legge sul lavoro. Ciò significa che non sono beneficiarie della protezione della maternità e che sono costrette a ricorrere a forme di copertura alternative contro i rischi sociali. Alcune donne fanno riferimento a sistemi informali di sicurezza sociale, come ad esempio la famiglia, che a lungo termine non sono naturalmente sostenibili.

Sebbene quindi il governo mozambicano abbia ratificato due importanti convenzioni ILO, nello specifico la numero 100, Convenzione sull’uguaglianza di retribuzione fra uomini e donne, e la numero 111, Convenzione sulla discriminazione in materia di impiego e nelle professioni, affinché le donne mozambicane possano realizzare una piena emancipazione è essenziale che venga ratificata anche la convenzione numero 183 dell’ILO, concernente la protezione della maternità.

“Mi sono ritrovata in una situazione nella quale ho dovuto scegliere tra la mia gravidanza ed il mio lavoro”, testimonia una delle donne intervistate per il documentario “Mãe trabalhadora: A Proteção da Maternidade em Moçambique” (Madre lavoratrice: la tutela della maternità in Mozambico) presentato dall’ILO nell’ottobre 2014 per la sensibilizzazione sul tema. “La lavoratrice domestica non ha alcuna sicurezza sociale, quando sarà stanca di lavorare cosa ne sarà di lei?”, si preoccupa un’altra.

Il seminario, principalmente diviso in dibattiti coordinati dalle moderatrici e gruppi di lavoro, si è concluso con l’individuazione da parte delle partecipanti di un piano di azione per l’anno 2015. Le principali attività proposte riguardano innanzitutto la divulgazione, tramite conferenze, delle informazioni sugli strumenti legali utili alla difesa delle donne lavoratrici; l’organizzazione di marce per la ratifica della convenzione n.183 dell’ILO e per relative politiche di implementazione necessarie; lobbying e advocacy con donne parlamentari, ONG e altri soggetti influenti; workshop, seminari e divulgazione delle convezioni a livello locale e nei distretti provinciali; negoziato con i datori di lavoro per la creazione di centri di allattamento.

Per ciò che concerne prettamente il ruolo del sindacato, le partecipanti al seminario chiedono che vengano garantite risorse finanziarie per il funzionamento dei comitati delle lavoratrici. Inoltre debbono essere introdotte riflessioni e pratiche sulla funzione delle donne all’interno dell’organizzazione, dalle più elevate cariche di leadership sino al più basso livello decisionale. Tale riconoscimento di rappresentanza viene richiesto in tutti gli organi di decisione delle entità pubbliche e private: “As Mulheres tem competencia, querem e tem direito de participar”, le donne hanno le competenze, vogliono ed hanno diritto a partecipare.

Necessariamente ambiziosa, l’agenda d’azione per il 2015 delle donne lavoratrici mozambicane, ricca di attività di mobilitazione, partecipazione e sensibilizzazione, è un fondamentale passo verso il miglioramento dell’attuale condizione delle mulheres sotto il profilo sociale, politico ed economico, in direzione di una più ampia autonomia.

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