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“Cash for Work” per la ricostruzione dignitosa del Pakistan

“La peggiore alluvione della storia del Pakistan è iniziata più di quattro settimane fa nella regione montuosa dello Swat, già afflitta dal peggior tipo di estremismo, e nella valle di Kaghan, che ha subito il grave terremoto del 2005. Circa 20 milioni di persone e 160.000 chilometri quadrati di terreno – circa 1/5 della superficie del paese – sono stati duramente colpiti”. Questa la testimonianza, registrata ad agosto 2010, di Zahoor Awan, Segretario Generale Aggiunto del PWF, il sindacato pakistano che dal 2005 collabora con ISCOS.

ISCOS ha avviato, a novembre del 2010, un intervento, tutt’ora in corso, coordinato insieme al PWF e articolato continuativamente in 4 azioni. L’intervento è stato finanziato inizialmente tramite raccolta fondi e in seguito prima da ISCOS Piemonte, con i fondi della Regione Piemonte, e poi dalla Cooperazione Italiana. Inizialmente è stata effettuata la riabilitazione di strade e vie d’accesso, dei sistemi idrico-fognari, delle case distrutte o danneggiate.

In seguito le operazioni sono state estese alla ricostruzione dei canali per l’irrigazione, al ripristino della produzione alimentare e al sostentamento dei piccoli agricoltori. Le azioni, che hanno interessato oltre 12.000 persone, si sono svolte nel distretto di Balakot e in quello di Nowshera, in particolare negli Union Council di Kabul River, Akhora Khattaq e Pir Sabaq.

Nel prosieguo dell’intervista Zahoor Awan descriveva una situazione drammatica: 3,5 milioni di bambini a rischio di malattie legate all’acqua e possibilità concrete di un’epidemia di colera; raccolti, città, villaggi e infrastrutture distrutti; mancanza di energia elettrica; ponti e strade inagibili che isolavano molte zone.

In mezzo a tanta acqua, mancava quella potabile. E mancavano i mezzi di sostentamento. L’alluvione ha privato le persone non solo delle proprie abitazioni ma anche del proprio lavoro: i campi coltivati sono stati devastati, intere mandrie di bestiame sono affogate nel fango, le fabbriche distrutte o danneggiate. In tale situazione ha avuto grande importanza l’utilizzo, trasversale a tutto l’intervento, del Cash for Work, modalità di operare inizialmente adottata dall’ILO, al fine di fornire rapide opportunità di occupazione in cambio di salari giornalieri alle persone colpite dall’alluvione per aiutarle a percepire un reddito rapido e a superare lo shock mentale e il trauma subito.

Un modo di operare che ha avuto dei risvolti importanti anche a livello sociale, come racconta Gabriele Restelli che, per ISCOS, ha seguito in loco tutte le fasi dell’intervento: “Un fatto molto positivo è che la comunità inizia a partecipare. Soprattutto in Akora, un’area più urbana con vie più strette e case più vicine, si verifica un fenomeno insolito per questa regione del Pakistan: i vicini e la comunità aiutano gratuitamente il padrone di casa nella ricostruzione. Sta capitando, più frequentemente, di vedere tre lavoratori ISCOS ai quali si aggiungono 5/6 passanti, vicini, amici, parenti, che danno una mano a ricostruire. Abbiamo sempre posto molta attenzione sulla più ampia partecipazione dei beneficiari: Cash for work non è solo un modo per guadagnare soldi.”

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