Con i pescatori salvadoregni per combattere lo sfruttamento dei coyotes

El Salvador, piccolo paese dell’America Centrale, è uscito, nel 1992, da una guerra civile durata 12 anni. Da 20 anni il paese ha riguadagnato una dimensione democratica ma il successivo sviluppo economico e sociale ha beneficiato la popolazione in modo asimmetrico.
Un esempio delle problematiche che ancora affliggono il paese si trova nelle relative pagine del “Rapporto Annuale 2012 sulle violazioni dei diritti sindacali” redatto dalla ITUC-CSI: “Le manifestazioni sindacali e gli scioperi, usati come mezzi per esercitare pressione, continuano ad essere represse. Gli attacchi ai diritti sindacali dei lavoratori, alla loro integrità fisica e alla libertà di associazione sono costanti, come dimostrato dall’arresto di un rappresentante del sindacato dei lavoratori LIDO e dal rifiuto di aziende private di permettere l’esercizio dei diritti di organizzazione e di contrattazione collettiva. […] L’assassinio di dirigenti sindacali rimane impunito.”
Si opera quindi in un contesto sociale attraversato da violenze e soprusi. Nell’embalse, il bacino del Cerron Grande, ISCOS ha avviato, nel 2011, insieme all’Agenzia di sviluppo economico locale (ADEL) di Chalatenango e alla ONG italiana CESVI, un’azione per lo sviluppo dell’associazionismo dei pescatori delle comunità rivierasche e dell’economia legata ai prodotti ittici. L’azione è stata cofinanziata dal Ministero degli Affari Esteri Italiano, dal Comitato lecchese per la pace dei popoli e dalla Federazione Nazionale Pensionati della CISL. Si tratta di un progetto che prosegue un analogo intervento attuato da ISCOS negli anni passati e che terminerà nel 2014.
Con il sostegno all’Asociación de Pescadores del Embalse del Cerròn Grande (ASPESGRA), si intende favorire l’acquisizione di nuovi associati e il miglioramento delle condizioni socioeconomiche dei pescatori dell’area. I pescatori vengono inoltre accompagnati nella lotta contro lo sfruttamento messo in atto dai coyotes, i commercianti che, facendo “cartello” fra di loro, acquistano il pesce a prezzi particolarmente bassi a danno dei pescatori.
Il consolidamento dell’associazione dei pescatori, la creazione di un sistema di conservazione, l’elaborazione industriale e la distribuzione autonoma, sono le misure adottate da ISCOS, di comune accordo con i pescatori, i partner locali e internazionali per dare impulso allo sviluppo dell’area e combattere le ingiustizie.
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