«Ponti non muri – donne tra vita e lavoro»

Il giorno 13 marzo 2019, la FAI CISL con la fondazione FAI CISL Studi e Ricerche, ha organizzato l’evento «Ponti non muri – Donne tra vita e lavoro» presso il parlamentino del CNEL (Consiglio nazionale dell’Economia e del Lavoro), per fare il punto sulle politiche di genere e sull’empowerment femminile nel mondo e in Italia.

All’incontro, aperto dai saluti del Presidente CNEL Tiziano Treu, hanno partecipato Cecilia Brighi, Presidente Associazione Italia-Birmania Insieme ONLUS, Tichia Tedim, Coordinatrice Nazionale AFFM – Agriculture Farmers Federation Myanmar, Anila Bitri, Ambasciatrice d’Albania, Ndiaye Betty, Segretaria Generale ULFTB/Senegal, Wanda Dimitri, Rappresentante ISCOS in Senegal, Faith Imen Udoh, Lavoratrice nigeriana immigrata in Italia, Fernanda Guerrieri, Imprenditrice Agricola, già Vice Direttrice Generale della FAO, e Mons. Fernando Chica Arellano, Osservatore Permanente della Santa Sede presso FAO, IFAD, PAM.

ISCOS ha partecipato con le testimonianze della signora Betty Ndiaye, segretaria generale dell’Unione locale delle donne trasformatrici di Boudody, e Wanda Dimitri, rappresentante paese di Iscos in Senegal, illustrando la situazione delle donne senegalesi sia in ambito privato sia in ambito lavorativo e presentando il progetto «Sviluppo Sostenibile E Lavoro Dignitoso nella filiera del settore peschiero a Ziguinchor – Senegal – SODIPE – AID010335/ISCOS/SEN», progetto finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Il progetto è stato implementato a Ziguinchor, in Casamance tra il 2015 e il 2018 con l’obiettivo di migliorare le condizioni di lavoro e le capacità professionali degli attori del settore pesca, la salvaguardia dell’ambiente e dei principi del lavoro dignitoso. Uno degli assi più importanti dell’azione progettuale si è concentrata, infatti, sulla formazione e creazione di posti di lavoro attraverso cooperative e GIE di donne che si occupano della raccolta della mangrovia e del pesce in un’area, dove oggi vive circa un milione di persone, è che è stata dilaniata da anni di conflitti che hanno causato la morte di 30.000 persone e costretto molti uomini ad emigrare, lasciando alle donne una responsabilità primaria dell’economia quotidiana. Un’area naturalmente ricca e fertile, che ha visto la parziale conversione dall’agricoltura alla pesca, con un’economia instabile ed incapace di assicurare un lavoro dignitoso e lo sviluppo sostenibile del territorio. Obiettivi primari su cui l’ISCOS in Senegal è impegnato quotidianamente.

Potrebbero interessarti anche...