Intervento di Silvia Ayon, cooperante Iscos Cisl in Amazzonia

Intervento di Silvia Ayon cooperante ISCOS in Amazzonia alla Conferenza Nazionale Organizzativa CISL

Roma 9-10-11 Luglio 2019

Noi CISL siamo in Amazzonia…

Segretaria generale della CISL, Annamaria Furlán, componenti della Segreteria Confederale CISL e Rappresentanti delle Federazioni Sindacali di Categoria alla presidenza di questo importante evento.

Sono molto emozionata… Sempre quando devo parlare sull’Amazzonia non riesco a contenermi. Vi ringrazio per l’occasione di poter condividere con voi in questa Conferenza Organizzativa della CISL l’esperienza ISCOS in Brasile e raccontarvi un percorso e l’importanza di continuare un processo che oggi è più che pertinente nel continente Amazzonico. E parlo di continente perché l’Amazzonia abbraccia 9 paesi e non soltanto il Brasile. Comprende anche Bolivia, Colombia, Perù, Ecuador, Venezuela, Suriname, Guyana e Guyana Francese. L’Amazzonia è, quindi, una responsabilità condivisa tra molti paesi e gli ecosistemi non hanno delle frontiere politiche. Sono sistemi naturali e dobbiamo riconoscerli come tali e salvaguardarli come un patrimonio globale.

ISCOS, una ONG promossa dalla CISL, è presente in Brasile dalla seconda metà degli anni ’80. Nella regione dell’Alto Solimões in Amazzonia dal 2010, inizialmente con degli interventi finanziati dal Ministero degli Affari Esteri italiano, e poi dall’Unione Europea. I primi risultati di questi progetti hanno portato al miglioramento nella qualità della vita di oltre 300 famiglie, rafforzando l’organizzazione produttiva, salvaguardando l’ambiente e rafforzando i diritti di cittadinanza. Più di 5.000 persone, in quel momento, sono state beneficiate dai nostri progetti. E lì ISCOS promosso dalla CISL e stato in prima linea, in modo consecutivo per questi 10 anni, facendo cooperazione e portando la solidarietà dei sindacati.

Perché il Brasile, perché l’Amazzonia

Molte persone in questa Conferenza conoscono il contesto attuale del Brasile. Sappiamo che comincia a sentirsi aria di dittatura. La democrazia è sotto minaccia.

L’economia brasiliana la più importante dell’America Latina si trova in una grande recessione dal 2016, con un elevato tasso di disoccupazione.

Abbiamo un nuovo pericolo nel paese e soprattutto nella regione Amazzonica, con un governo di estrema destra come quello di Bolsonaro. Ci saranno delle conseguenze gravi per l’ambiente, per l’educazione, per le donne, i giovani, le popolazioni indigene, e per tutto ciò che rappresenta una forza rivendicativa. I movimenti sociali sono in grave emergenza e questo non è una sorpresa per nessuno. È, invece, sorprendente la decisione di eliminare nel primo trimestre di governo più di 50 Consigli di Sviluppo esistenti nel paese, come spazio di concertazione fra la società civile e il potere pubblico. Il pericolo in Brasile è di non avere più questi spazi e non avere possibilità di dialogare… Per l’Amazzonia e ancora più grave, perché è già stata in passato una regione abbandonata dalle politiche dello Stato.

La giustizia sociale e i diritti dei popoli indigeni dell’Amazzonia sono anche loro sotto minaccia. Questi popoli con la loro cultura vivono in un rapporto vitale con la vegetazione e con il fiume, quindi, molte etnie rischiano di scomparire. Stiamo parlando di oltre 50.000 persone che sono i custodi dei loro territori. L’attuale governo ha già annunciato che non demarcherà e non riconoscerà nuove terre indigene, per cui i loro diritti saranno calpestati.

 Come ISCOS CISLsiamo in Brasile in Alto Solimões, Amazzonia.

In una regione di 214.000 km quadri, con una popolazione totale di 225.000 persone, di cui 95.000 nelle aree rurali. L’economia locale si basa su multi-attività, il 50% sono servizi. Il 70 % della produzione agricola è destinato per il consumo alimentare interno. Abbiamo 50.000 indigeni che convivono nell’Alto Solimões, nelle condizione più difficili e sotto le peggiori minacce mai viste nella storia del Brasile.

 Perché ISCOS interviene nell’Alto Solimões in Amazzonia.

Perché nove Municipi di questa regione occupano gli ultimi posti nella mappa di povertà del Brasile, con pessimi indicatori di povertà. Quattro di questi Municipi registrano indicatori di povertà estrema.

Perché il nuovo contesto socio-politico indica un grave retrocesso delle politiche pubbliche, principalmente nel sostegno all’agricoltura familiare e all’economia sociale. Il Governo avvantaggia l’agro-business e favorisce prioritariamente l’espansione delle grandi imprese e delle transnazionali a scapito della conservazione della foresta, causando nella regione più diseguaglianza e aumento della povertà.

Ad esempio, i popoli ancestrali e originali sono minacciati per la distruzione del loro habitat naturale, finendo per migrare nelle zone urbane. Le percentuali di suicidi e di alcolismo nelle popolazioni indigene sono aumentate di forma vertiginosa. Si tolgono la vita per mancanza di possibilità, ma anche per la tristezza di non avere la possibilità di proteggere la loro terra e l’ambiente naturale, perdendo la loro cosmo-visione e la loro identità.

La pianificazione economica, sociale e ambientale non tiene conto della realtà della regione. Il destino di 225.000 persone che vivono nell’Alto Solimões si decide dietro ad alcune scrivanie di Manaus e Brasilia. Piani di sviluppo municipale o piani finanziari arrivano dalle capitali, elaborati e scritti da società di consulenza, senza la possibilità che la popolazione interessata sia coinvolta e possa decidere sul proprio futuro e sui propri sogni.

Le attività produttive a livello familiare hanno scarso valore aggiunto. In questa regione si produce solo per l’auto-consumo e la sopravvivenza e questo fa si che le persone non smettano di essere potenzialmente poveri .

L’attuale Governo ha una visione di sviluppo per l’Amazzonia incentrata tutta sull’agro-business e sull’industria estrattiva, con scarsa vocazione a uno sviluppo endogeno che valorizzi il potenziale esistente del territorio e, al contempo, rispetti la vulnerabilità ambientale della regione amazzonica.

La visione del settore privato e dello stesso Governo sull’Amazzonia è di breve termine. Nessuna delle loro proposte parla di sviluppo sostenibile, invece l’Amazzonia bisogna vederla in modo integrale e in una prospettiva di lungo periodo.

Il cambiamento climatico non è più un racconto o una favola, è un fatto. Noi lo abbiamo visto, nessuno è venuto a raccontarcelo. Abbiamo visto come in questi anni il livello del fiume si abbassa e quasi possiamo passare a piedi da una riva all’altra. Stiamo monitorando tutti giorni il livello del Rio delle Amazzoni e dei suoi affluenti. Ci viene da piangere, per non parlare poi delle temperature sempre più alte. Chi sta negando gli effetti dei cambiamenti climatici è un insensato e sopratutto un aggressore degli ecosistemi. È un criminale.

Il Brasile è il consumatore più alto al mondo di agro tossici, con 7.3 litri per persona per anno. L’attuale Governo ha appena approvato il registro di 197 nuovi prodotti tossici, tra cui alcuni già proibiti in campo internazionale. È un record storico. Significa che questi prodotti tossici saranno usati in Amazzonia senza nessun controllo. Questo significa un’aggressione senza precedenti per il polmone del mondo.

Mezzo miliardo di api è morto negli ultimi due mesi a causa degli agro tossici. Vorrei ricordare che il 75% delle coltivazioni per l’alimentazione umana dipende dalle api; in Brasile il 60% dipende dell’impollinazione di questo insetto. Senza parlare della grave minaccia alle risorse forestali e idriche. Le conseguenze al settore della pesca sono drammatiche. Ad esempio, i pesci Pirarucú e Tambaqui, tra quelli più importanti per assicurare la sovranità alimentare nell’Alto Solimões, è sempre più difficile trovarli. Le comunità autoctone che vivono, essenzialmente di pesca, sulle rive dei fiumi del bacino amazzonico saranno quelle che rischiano di più e di questo sono molto preoccupati.

Non possiamo dimenticare che l’Amazzonia è la fonte piu importante di ossigeno del mondo. Non possiamo vivere senza respirare e la foresta è il polmone della Terra. In questa regione se concentra più di un terzo del bosco primario del mondo. È una delle riserve più grandi per la biodiversità del pianeta e possiede il 20% di acqua dolce non congelata del mondo. Noi umani siamo l’unica specie che distrugge anche l’aria che respira.

L’Amazzonia e la regione dell’Alto Solimões sono impoverite, ma non poveri. Stiamo parlando di uno dei territori più ricchi al mondo.

Esiste una grande attenzione internazionale sull’Amazzonia, si sono firmati molti Accordi internazionali e c’è molta preoccupazione sul suo futuro. Un esempio attuale è il Sinodo mondiale dei Vescovi convocato da sua Santità, Papa Francesco e che avrà luogo il prossimo ottobre di quest’anno, per riflettere sull’Amazzonia e rispondere alla grave crisi ambientale e al destino dei popoli indigeni. Il Sinodo Amazzonico è un grande progetto ecclesiale, civile ed ecologico, che cerca un nuovo cammino per fare crescere il volto amazzonico della Chiesa. È un’iniziativa che, sommata ad altre, può essere di grande aiuto e noi celebriamo questo come un’opportunità da non perdere.

L’Alto Solimões ha un grande potenziale di risorse culturali, turistiche e di pesca. Paradossalmente, l’Alto Solimões è una delle aree della foresta amazzonica più preservate e questa é una buona notizia.

 Che cosa stiamo facendo come ISCOS CISL

ISCOS sta promuovendo in Alto Solimões un nuovo modello di sviluppo, rafforzando le capacità dei 9 municipi della regione, per transformarli in una referenza nazionale per la pianificazione partecipata del territorio e per l’implementazione di buone pratiche di sviluppo locale, ecologicamente compatibile e socialmente equo, finalizzato alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici.

Stiamo creando le capacità nella società civile del Fórum più rappresentativo del territorio Amazzonico dell’Alto Solimoes, come spazio di concertazione di politiche pubbliche di sviluppo rurale. Noi siamo dove nessuno dello Stato brasiliano sta in questo momento operando.

Stiamo creando capacità nelle associazioni dei produttori dell’agricoltura familiare, recuperando saperi e metodologie ancestrali di produzione che siano compatibili con il territorio. Più di 8.000 persone sono beneficiarie del progetto e soprattutto stanno trasmettendo l’esperienza ai loro figli.

Stiamo rafforzando la presenza dei sindacati dei lavoratori rurali garantendo la loro partecipazione nei Consigli Municipali di sviluppo sostenibile, che sono degli spazi locali di concertazione e pianificazione del territorio. Nel passato, le rappresentanze dei sindacati hanno avuto poca presenza a livello locale. Adesso stiamo dando impulso e visibilità al loro lavoro, soprattutto nel contesto attuale, dove le nuove politiche governative e le leggi per i lavoratori rurali sono a detrimento dei loro diritti.

In questo momento stiamo realizzando come ISCOS un progetto finanziato dall’Unione Europea, portato avanti con due partner brasiliani, che dovremo terminare nei prossimi otto mesi… Per affrontare questa fase turbolenta, abbiamo bisogno di una continuità di risorse e di rafforzare l’organizzazione locale.

Questo progetto sta aiutando la società civile ad avere empowerment, a conoscere i loro diritti e, soprattutto saper pianificare il territorio con una logica diversa. Il Forum dell’Alto Solimões con più di 150 associazioni partecipanti è l’unica espressione organizzativa e rivendicativa, che potrebbe garantire la continuità, indipendentemente dalle politiche attuali del Governo. Questa rete di coordinamento non la ferma piu nessuno e su questo il contribuito di ISCOS e CISL è stato determinante.

Conclusioni

Vorrei rilevare che quando io parlo in Amazzonia nell’Assemblea del Forum dico che la confederazione sindacale più importante dell’Italia sta accompagnando questo processo. Attraverso ISCOS siete tutte/i voi in prima linea da dieci anni in questo territorio. Nessuna organizzazione finora l’ha fatto. Solo voi. La CISL è l’unica confederazione sindacale straniera presente. E questo deve essere valorizzato.

Ma non sono solo le campagne internazionali che aiutano a svegliare le coscienze, questo è fondamentale, ma è l’empowerment della gente in loco che farà si che l’Amazzonia continui a essere viva.

Grazie infinite per avermi ascoltato. Vi ho portato la voce del mio caro Alto Solimões.

Terminando, penso che parlare di smart union significhi per la leadership della CISL accettare la sfida del cambiamento. Deve significare più solidarietà e responsabilità globale sulle sfide imposte dai cambiamenti climatici. Non dimentichiamo mai che la solidarietà è la tenerezza dei sindacati!

Oggi il mio appello è per chiedere il vostro aiuto, il vostro coinvolgimento internazionale per continuare a essere in prima fila in Amazzonia, camminando insieme ai sindacati rurali, ai movimenti sociali, alle comunità indigene.

Abbiamo bisogno di voi. Il grido dell’Amazzonia, oggi, come specchio dell’umanità, in difesa della vita e del futuro del pianeta, vi sta chiamando, non lasciateci soli.

Grazie infinite

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