Intervento di Luigi Sbarra, a nome della CISL, al 13° Congresso Nazionale della CUT Brasile

13° Congresso Nazionale della CUT Brasile, Praia Grande (SP), 7-10 ottobre 2019

 Luigi Sbarra

Amiche e amici, Compagne e compagni, delegate e delegati;
Presidente Vagner !

È davvero una gioia e un onore essere qui con voi oggi.
Nella stessa Praia Grande dove nel 1981, 38 anni fa, altri dirigenti della CISL stavano qui con voi, al primo Congresso Nazionale dei Lavoratori, per condividere e sostenere il processo che, portò due anni dopo, alla nascita della CUT.

Un processo straordinario di rottura con il sindacalismo corporativo controllato dallo Stato, verso un sindacalismo dei lavoratori:
autonomo, libero e democratico.

Anche per questo, oggi, vi porto dall’Italia il saluto affettuoso di Annamaria Furlan e la vicinanza storica di tutta la CISL alla CUT e al presidente Lula.
In solidarietà alla vostra lotta e resistenza contro le politiche anti-sindacali del Governo Bolsonaro.

Allo stesso modo siamo vicini, in questo preciso momento, ai popoli originari del Brasile, minacciati e aggrediti nelle loro terre da uno sviluppo predatorio e distruttivo, sostenuto dal Governo Bolsonaro.

La Cisl e l’Iscos, da dieci anni, sono presenti nell’Alto Rio Solimões a fianco delle comunità indigene, dimostrando possibile uno sviluppo socio-ambientale, rispettoso delle persone e della natura.

“L’Amazzonia è il nostro futuro” e per questo, in sua difesa, si sta mobilitando tutto il sindacalismo internazionale !

Il nostro sindacato , in Italia , è impegnato in queste ore e in questi giorni in una importante mobilitazione per cambiare la politica economica e sociale nel Paese e in tutta l’Unione europea.
Qualcosa che non deve sembrare lontano. Perché oggi il popolo del lavoro, il movimento sindacale, rappresentano il ponte più solido che unisce le persone di tutto il mondo.

Dobbiamo continuare ad opporci :
• alle spinte disgreganti della finanza speculativa,
• ai crescenti populismi illiberali,
• a una trasformazione di un sistema produttivo che tende a polverizzare il lavoro, a dissipare ambiente e risorse naturali, ad aumentare disoccupazione e disuguaglianza, creando conflitti sociali.

Quello che dobbiamo fare oggi, è rilanciare e rafforzare le ragioni di una transizione equa e giusta, che va incardinata su binari di coesione, condivisione, inclusione, solidarietà. Riferimenti che non sono alternativi, ma funzionali agli obiettivi di competitività, flessibilità e redditività dei vecchi e nuovi settori produttivi.

Dobbiamo alzare il livello della sfida.
Invocare azioni capaci di generare una distribuzione equa dei vantaggi derivanti dalle economie globalizzate e digitalizzate.
Di sicuro il passaggio dal “vecchio” al “nuovo” non può avvenire senza il coinvolgimento di un sindacato innovativo, aperto ai giovani.
E soprattutto autonomo.
Autonomia su cui la CUT ha dato lezioni al mondo.

Luigi Sbarra

Abbiamo scritto insieme tra le più belle pagine della storia della cooperazione sindacale internazionale, intuendo che per misurarsi con una grande multinazionale come la FIAT dovevamo rafforzare qui in Brasile le piattaforme di rivendicazione del sindacato, ed anticipando di 30 anni il dibattito sulla globalizzazione.

Tanta la strada percorsa insieme, tanta altra vogliamo farne per conquistare politiche occupazionali, sociali e ambientali che non possono restare in mano al solo potere politico.
Il sindacato, il sindacato autonomo, è una forza imprescindibile della democrazia.
Senza libertà e organizzazione sindacale la democrazia, semplicemente, non è Democrazia !

Stare insieme, organizzare e tutelare i lavoratori, entrare nei processi di innovazione puntando a un cambiamento partecipato significa dare concretezza a quella “globalizzazione della solidarietà” su cui ci richiama Papa Francesco !

Oggi siamo qui e lo slogan di questo Congresso ci ricorda una grande assenza… Noi siamo certi che quanto si sta disvelando in questi ultimi mesi, porterà presto a decretare la restituzione della libertà e della pienezza dei diritti al Presidente Lula, che aspettiamo di incontrare il più presto possibile, con l’affetto di sempre.

Siamo qui per rinnovare i nostri vincoli fortissimi: in questo paese ci sono tanti nostri connazionali italiani, San Paolo è la seconda città per numero di abitanti italiani dopo Roma.
Attraverso queste giornate possiamo davvero offrire un contributo importante per cogliere l’opportunità di una trasformazione equa e sostenibile.

Un impegno indispensabile se vogliamo dare risposte alla persona che lavora, ma anche alla persona che vive, in modo attivo, il suo essere cittadino e il suo abitare e costruire una società più giusta.

Viva la CUT, viva la Centrale Unica dei lavoratori del Brasile!

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