COLOMBIA: LA DEFENSA DEL DRAGÓN

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Articolo di Maria C Ferrara.

Il Governo colombiano di Ivàn Duque, difeso da paramilitari e polizia nazionale , attraverso pestaggi , omicidi e violenze.

Attualmente il conflitto si è complicato, con nuovi cartelli narcos, nuovi paramilitarismi e la ripresa delle armi da parte di alcuni settori delle FARC, nel mezzo cittadini e indios .

Attraverso gli occhi delle tante vittime, sperimentiamo i risultati devastanti del conflitto armato in Colombia: città devastate da massacri, reclutamento forzato di minori, deportazioni e sfollamenti forzati (i cosiddetti desplazamientos); minacce, intimidazioni verso i leader sociali e persino il loro omicidio; contadini che hanno perso i loro figli intrappolati nel fuoco incrociato, e bambini che cercano di crescere normalmente in mezzo alla carneficina.

È complesso quello che accade oggi in Colombia, paese straziato da un conflitto interno che non ha smussato i suoi picchi di violenza, con lo sdoganamento degli Accordi di Pace fra governo e FARC nel 2016 ma anzi, sta conoscendo una nuova epoca di efferata violenza che vede nel continuo assassinio di leader indigeni uno dei suoi interessi principali.

Le denunce della Missione di appoggio al processo di pace in Colombia dell’Organizzazione degli Stati americani (Mapp-Osa), che ha presentato il rapporto semestrale, nel quale conferma la preoccupazione per la continuità di gravi e impattanti azioni violente contro la popolazione civile, a causa della presenza e dell’azione di gruppi armati illegali che si disputano il controllo del territorio e i guadagni illeciti, come ilnarcotraffico.

Il rapporto riguarda l’osservazione di 1.600 missioni in 860 località del Paese. Si evidenzia che i desplazamientos riguardano le zone del Basso Cauca (dipartimento di Antioquia), Catatumbo (Norte de Santander), le coste pacifiche di Chocó e Nariño. I leader sociali sono minacciati e uccisi soprattutto nei dipartimenti di Antioquia, Arauca, Bolivar, Caquetß, Cauca, Chocó, Nariño e Norte de Santander. Gli altri allarmi riguardano le violenze verso gli indigeni e le violazioni dei loro diritti, si osserva un forte aumento di violenza politica verso i candidati alle recenti elezioni regionali e comunali, soprattutto verso le donne.

La risposta della popolazione colombiana non si è fatta attendere, il 21 novembre è stata indetta la giornata di Paro Nacional. Uno sciopero promosso in primis dal Cric (Consiglio regionale indigeno del Cauca) all’indomani dell’eccidio di 5 indigeni nel dipartimento di Cauca, nel sud-ovest del Paese. Fra questi la giovane governatrice Cristina Bautista, autorità ancestrale Neehwe’sx del territorio indigeno Tacueyó.

Le Organizzazioni Internazionali per i diritti umani hanno lanciato nei giorni scorsi un grido d’allarme: dei 700 e più leader comunitari ed ex combattenti assassinati dalla fine dei negoziati di pace a oggi, 200 sono indigeni.

Lo sciopero nazionale nato sull’onda dell’indignazione indigena, è oggi appoggiato da quasi tutti i settori sociali colombiani, attivisti indigeni che promettono di bloccare il Paese insieme a studenti, operai e movimenti femministi. Durante la manifestazione si ricordano i 15 ragazzini ammazzati durante un bombardamento dell’esercito colombiano contro postazioni della guerriglia, a fine agosto: un fatto tenuto a lungo nascosto che ha provocato le dimissioni del ministro della Difesa Guillermo Botero e ha scioccato il Paese.

Tuttavia si apprezzano alcune azioni del Governo per proseguire nel consolidamento della pace, pure nella complessità in cui avviene tale processo.

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Marchas masivas ha habido antes en Colombia, pero esta es la primera vez que un paro es acatado por
prácticamente todos los sectores de la economía.

per coloro che fossero interessati ad approfondire la situazione della Colombia, riportiamo di seguito alcuni link ad interessanti articoli e reportage pubblicati sia sull’edizione spagnola della BBC, sia sul quotidiano spagnolo El Pais:

Paro nacional en Colombia- 4 motivos detrás de las multitudinarias protestas y cacerolazos en Colombia contra el gobierno de Iván Duque

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