…quando nelle fabbriche i lavoratori destinavano una quota di salario per progetti di solidarietà in Africa. La testimonianza di Giuseppe Braga.

Pescatori a Xai Xai, uno dei distretti che formano la provincia de Gaza nela zona meridionale del Mozambico, confinante con le province di Manica, Inhambane e di Maputo.

Come Iscos pubblichiamo volentieri sul nostro web un articolo/testimonianza inviatoci da Giuseppe Braga e apparso, la prima volta, alcuni anni fa sul sito on line “IN Verona”. L’articolo conserva tuttora la sua freschezza e c’interroga, a distanza di tanti anni dai fatti raccontati, quanto la solidarietà sia un principio base per l’azione sindacale, dalla fabbrica alla dimensione internazionale.

Giuseppe Braga

Giuseppe Braga è nato a Verona il 12 giugno del 1943. Operaio metalmeccanico e rappresentante sindacale ha lavorato per anni alle Officine e Fonderie Leopoldo Biasi di Verona. Nella prima metà degli anni ’70 è stato membro della segreteria provinciale della Fim Cisl di Verona e, successivamente, segretario generale della Federchimici Cisl di Verona. Nel suo lungo impegno a tempo pieno nel sindacato veronese ha ricoperto poi l’incarico di responsabile organizzativo della Ust Cisl e quello di segretario generale del Sicet, il sindacato inquilini, casa e territorio della Cisl.

È autore insieme a Silvano Zavetti del libro “Per una storia della Cisl di Verona, dalle origini al XVIII congresso (1948 – 2017)”, Edizioni Lavoro, Roma 2019

“Negli anni 1980 in Italia la CISL, singolarmente e talvolta insieme ad altre organizzazioni sindacali e alle ACLI, aveva promosso diverse iniziative a sostegno delle popolazioni africane coinvolte in carestie, guerre, conflitti, che devastavano stati, regioni e popolazioni. 

Una di queste iniziative fu promossa anche  a Verona da parte dell’ISCOS, (Istituto per lo Sviluppo della Cooperazione Sociale). Fra i protagonisti possiamo ricordare i lavoratori chimici, coinvolti dalla Federchimici CISL veronese, di cui all’epoca rivestivo l’incarico di Segretario generale per la  provincia di Verona. 

Si trattava di un progetto studiato appositamente per la Repubblica Mozambicana, che aveva ottenuto dopo circa 11 anni di conflitti l’indipendenza dal Portogallo, nel 1975. Organizammo diverse assemblee nelle maggiori aziende chimiche veronesi, fra cui la GLAXO, FRO, SIF, ANCAP, PRIALPAS, SAPEL, ORFEO,  BAYER e tante altre di varie dimensioni. In diverse di  queste assemblee c’era la presenza di un giovane viceministro del governo del Mozambico, Raymond Bjla, che era stato chiamato a sostituire, in un governo provvisorio, il ministro della gioventù, perito assieme al capo dello stato a seguito di un attentato che aveva abbattuto l’aereo su cui vi era mezzo governo di quel paese africano. Secondo alcune informazioni l’attentato sarebbe stato opera di mercenari e guerriglieri appartenenti a formazioni ribelli sostenute dal governo sud Africano di Pretoria.

Nel corso delle varie assemblee, molti lavoratori  aderirono alla sottoscrizione di una delega che autorizzava le aziende a trattenere 2 mila lire al mese, per 36 mesi, per un contributo totale di 72 mila lire, pari a circa 35 euro odierni. Con quei soldi venne messa in atto un’iniziativa a Xai Xai, un villaggio di pescatori sull’oceano indiano, a circa 200 chilometri da Maputo, capitale del Mozambico.


Sotto il nostro diretto controllo e con la costante presenza sul posto di un nostro inviato (Vincenzo Burnelli) e d’intesa con la comunità locale, è stato possibile realizzare una struttura sanitaria per aiutare le donne durante il parto, una falegnameria, un piccolo laboratorio meccanico e una cooperativa agricola.
Quelle opere hanno rappresentato l’esempio per altre iniziative, che credo potrebbero essere riproposte anche per impedire la fuga dal nord Africa di decine di migliaia di persone all’anno.
 Perché non riprovarci?”

Giuseppe Braga

Struttura scolastica a Xai Xai, provincia di Gaza in Mozambico
Pescatori nel distretto di Xai Xai, provincia di Gaza in Mozambico
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