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El Salvador: il Covid-19 non era abbastanza

di Evelyn Alvarado, Rafael Santamaría e Luis Henriquez dell’Equipe Tecnica di ISCOS – El Salvador

 

Il presidente di El Salvador Nayib Bukele ha riferito che ci sono 89 altri casi positivi di COVID-19 nel paese, su 2.376 test eseguiti. Ha affermato che 76 sono locali e 13 importati (bloccati). Ha detto che ci sono altri 56 pazienti guariti e ha assicurato che 289 persone stavano uscendo dalla quarantena controllata, “in salute, verso le loro case”.

“Potremmo dire che la curva si è appiattita, ma le nuove infezioni quotidiane sono persino maggiori di quelle curate ogni giorno, il che genera una crescente domanda di letti ospedalieri. In altre parole, la tendenza al collasso continua, anche se sembra più distante” ha detto Bukele sul suo account Twitter. Il presidente ha concluso che “con il rilassamento delle misure, la curva tenderà a salire e il collasso del sistema sanitario sarà molto più veloce. Per ora, l’unico modo per abbassare la curva è rispettare la quarantena al 100%”.

Le misure stabilite dal governo presieduto dal presidente Nayib Bukele, di distanziamento sociale, quarantena, stati di emergenza attraverso decreti esecutivi, leggi approvate dall’assemblea legislativa hanno causato uno scontro tra i tre rami del governo: legislativo, giudiziario ed esecutivo . Questa situazione crea livelli di confusione nelle diverse classi sociali della popolazione salvadoregna, tenendo conto del fatto che i diversi strati sociali (alto, medio e basso) hanno esigenze diverse e problemi specifici, alcuni hanno la possibilità di rimanere a casa rispettando le misure stabilite dal governo, mentre altri devono andare al lavoro per nutrire le loro famiglie perché non hanno un lavoro formale. Questa situazione è una realtà nelle aree marginali, sia urbane che rurali, creando una situazione di vulnerabilità alla diffusione della pandemia e fa la differenza per l’accesso ai servizi sanitari. Questi servizi sono già crollati, ma una grande percentuale della popolazione non crede che la pandemia sia un problema reale.

Attualmente, il personale addetto alla salute e alla sicurezza pubblica è costituito da dipendenti pubblici, che sono in prima linea nella lotta contro la pandemia e sono coloro che rischiano maggiormente di contrarre il COVID-19. Nei fatti, da fonti informali, il numero di casi di infetti e decessi sarebbero il doppio di quelli segnalati da fonti ufficiali.

A tutta questa situazione aggiungiamo che negli ultimi 11 giorni siamo stati colpiti dalle tempeste tropicali Amanda, prima e Cristóbal, in seguito, che hanno causato gravi danni al paese: 27 persone sono morte, cinque sono scomparse; 3.000 case danneggiate e 12.651 persone alloggiate in altre strutture, sono solo una parte di ciò che i fenomeni naturali hanno prodotto in una settimana.

Sono stati segnalati in tutto il paese 716 frane, 21 voragini stradali, 7 ponti danneggiati e due crollati. Nelle comunità ad alta vulnerabilità ai fenomeni naturali sono state evacuate 29.968 famiglie coinvolte. Le tempeste hanno causato danni materiali strutturali a livello nazionale.

65 municipi ispezionati dal Ministero dell’Agricoltura e Allevamento hanno registrato a causa delle piogge perdite economiche nel settore agricolo pari a 5,6 milioni di dollari Usa. Le famiglie colpite nel bacino inferiore del fiume Acelhuate ammontano a 3.400, situate nei municipi di Guazapa, Aguilares e Suchitoto, territorio di intervento del progetto “Agua Futura” in corso di realizzazione come ISCOS.

Negli ultimi giorni, in alcune parti del paese, sono caduti fino a 800 mm. di acqua piovana e in media le precipitazioni sono state 500 mm. In sei giorni è piovuta una quantità di acqua equivalente a quanto piove normalmente in sei mesi nella stagione invernale. Ciò ha causato l’incremento significativo della portata dei fiumi specie del livello del fiume Lempa che ha allagato direttamente la comunità di Colima, nelle frazioni di El Potrerito e di El Valle, dove 14 famiglie sono state evacuate. A Colima ci sono 580 famiglie e circa 500 case, di cui almeno 16 sono state travolte dall’inondazione.

Nel municipio di Suchitoto sono stati interessati i bacini fluviali e i corsi d’acqua, specie i fiumi Acelhuate e Lempa, che hanno superato i loro argini inondando direttamente la comunità di Colima. In questo municipio, nel cantone di Colima, ci sono 3.000 mz di terreno fluttuante noto come LA VEGA. 500 mz sono stati pesantemente allagati, causando notevoli perdite economiche a causa di danni alle colture agricole (mais, zucche e ortaggi).

Il resto delle comunità dove ISCOS interviene nel municipio di Suchitoto, le famiglie colpite direttamente dal COVID-19 e dalle tempeste ammontano a 1.500. Le misure di allontanamento sociale e l’impatto dell’alluvione hanno causato a queste comunità gravi problemi di sicurezza alimentare, sia a causa del rispetto delle misure sanitarie, sia delle perdite di raccolto.

Il progetto “Agua Futura” opera nel bacino inferiore del fiume Acelhuate in comunità che storicamente, durante la guerra civile vissuta da El Salvador, sono state ripopolate dalla guerriglia attraverso organizzazioni di base come il Comitato di Ricostruzione di Cuscatlán – CRC e PROGRESO. Queste organizzazioni lavorano con 60 unità produttive familiari, lavorano per la protezione e la conservazione di micro-bacini nelle aree di protezione idrica del municipio di Suchitoto.

A Colima, si analizzano i punti di monitoraggio dei parametri fisici, chimici e biologici dell’acqua con gli studenti del Master di Idrogeologia presso l’Università di El Salvador, il CNR e IGG italiani in coordinamento con il Master di Idrogeologia e Psicologia Clinica e 10 unità produttive familiari. È la comunità che ha subito il maggior danno dall’alluvione e purtroppo, a causa dell’impatto della pandemia del COVID-19, non ha ricevuto l’attenzione richiesta.

Il danno è stato così grande dal momento che le vie di comunicazione sono state interrotte e i raccolti sono andati persi. Sfortunatamente questi raccolti erano la grande speranza di mitigare gli effetti della pandemia COVID-19 sulla questione della sicurezza alimentare. Dato tutto questo impatto negativo, è stato discusso con i leader delle comunità che una delle prime azioni è quella di riattivare le colture agricole di cereali di base e ortaggi, oltre la gestione di piccoli stagni per la pescicoltura di tilapia nelle aree che non sono state allagate, per avere cibo. Allo stesso tempo gestire la distribuzione di una cesta alimentare basica attraverso l’impegno delle istituzioni statali e le organizzazioni della cooperazione internazionale, per far fronte nell’emergenza al cibo necessario per le famiglie che hanno perso i loro raccolti e hanno avuto le loro case completamente allagate.
ISCOS, nella gestione di questa duplice emergenza dovuta all’alluvione e al COVID-19, intende supportare rapidamente l’acquisizione di sementi e forniture agricole per garantire la sicurezza alimentare delle comunità salvadoregne.

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