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Emergenza Mali: la guerra continua

14.242 nuovi sfollati interni a Ségou, Mopti e Bamako, 227.206 sfollati stimati in tutto il Mali, 21.986 nuovi rifugiati nei Paesi limitrofi, 144.439 maliani in totale rifugiati nei Paesi vicini .

Queste cifre formano un’immagine solo parziale degli effetti della guerra in corso nel nord del Mali. Una guerra che ne determina un’altra: quella della popolazione civile per la sopravvivenza quotidiana. Donne, bambini, uomini hanno perso quel poco che avevano e oggi sono profughi e sfollati.

È dal oltre un anno che, a fasi alterne, il Mali vive una situazione di grave instabilità. Nel gennaio 2012 esplose nel nord del Mali una ribellione, guidata da un movimento separatista Tuareg, che culminò il 22 marzo seguente ad un colpo di stato militare a Bamako, rientrato grazie alle pressioni internazionali. Dopo la rinuncia dei golpisti, i ribelli occuparono le tre regioni settentrionali di Kidal, Gao e Timbuktu e proclamarono lo stato indipendente di “Azawad”. La situazione rimase calma fino alla fine del 2012, quando gruppi islamici strapparono il potere ai Tuareg e avviarono una nuova offensiva. Il successivo intervento militare della Francia ha poi riportato sulle pagine dei giornali questa guerra dimenticata.

Il conflitto in corso ha avuto inizio nel bel mezzo di una crisi alimentare e nutrizionale, che si estende a tutto il Sahel, ed erode la capacità di resistenza di milioni di persone che già soffrivano per la propria cronica povertà. Per affrontare questa continua emergenza, ISCOS, l’Istituto Sindacale per la Cooperazione allo Sviluppo promosso dalla CISL, lavora ininterrottamente in Mali da 26 anni conducendo, insieme al sindacato locale UNTM progetti improntati all’economia solidale, al sostegno dell’associazionismo contadino e delle cooperative, alla sicurezza alimentare tramite il miglioramento delle produzioni agricole.

Moulaye Ahmed Boubacar, collaboratore di ISCOS in loco, ci ha scritto: “Al momento, di certo le grandi città del nord sono libere, ma non ancora del tutto sicure. È preoccupante il comportamento di alcuni soldati dell’esercito regolare che commettono atrocità contro la popolazione di pelle chiara, di etnia Tuareg, che ha deciso di restare. Allo stesso modo, si è creata molta sfiducia fra i Tuareg e le altre comunità che vivono nella regione, un presupposto che mette a rischio la coesistenza pacifica dei vari gruppi etnici. La situazione quotidiana è critica perché alle persone manca praticamente tutto. Questa situazione sta causando un disastro socio-economico senza precedenti nella zona.”

Per il Mali, al 175 posto (su 187) dell’indice di sviluppo umano stilato dall’ONU, si prospetta un aggravio della già estrema povertà e la possibile nascita di ulteriori conflitti fra gruppi etnici diversi.

Per intervenire con forza in questa grave situazione ISCOS ha lanciato la campagna di raccolta fondi a favore della popolazione del Mali “Emergenza Mali: la guerra continua”.

Stefano Capotorti, responsabile delle attività di ISCOS in Mali, Boubacar e il personale locale della sede ISCOS sono impegnati, insieme ai nostri partner, nella definizione di azioni per fronteggiare l’emergenza.

Ora diventa imperativo, per costruire una pace duratura, sicurezza e stabilità, un reale sviluppo integrato e adattato alle specificità locali e il ripristino delle relazioni di lunga data esistenti tra i vari gruppi etnici. Le necessità sono e saranno molte. Puoi versare il tuo contributo sul conto corrente di seguito riportato.

BONIFICO BANCARIO intestato a ISCOS – EMERGENZA MALI

IBAN IT95 D050 1803 2000 0000 0155 753 (Banca Popolare Etica)

Per informazioni:  iscos@iscos-cisl.org – 06.44341280

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