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L’azione di cooperazione di ISCOS in El Salvador

A cura di Gianni Alioti e Enrico Garbellini

L’azione, portata avanti da ISCOS in El Salvador, riguarda i Dipartimenti di Chalatenango, Cuscatlán, Cabañas e San Salvador dove è ubicata la Diga del Cerròn Grande, amministrata dalla Commissione Esecutiva Idroelettrica (CEL), che genera un terzo dell’energia elettrica del paese.

Con la costruzione della Centrale Idroelettrica del Cerrón Grande negli anni ’70 in questi dipartimenti oltre 13mila persone furono costrette a trasferirsi, passando dall’agricoltura alla pesca, senza ottenere alcun tipo di risarcimento economico e aiuto per la transizione. In questo contesto negativo, nei 20 anni di presenza in El Salvador migliaia di persone, appartenenti a nuclei familiari a basso reddito, hanno beneficiato dei progetti di cooperazione ISCOS a supporto d’attività produttive sostenibili sul piano economico, sociale e ambientale, contribuendo a proteggere l’eco-sistema e a ridurre l’impatto dei cambiamenti climatici.

Il lago artificiale del Cerrón Grande, oltre a essere la principale riserva di acqua dolce del Salvador, è stata dichiarata nel 2005 “zona umida” d’importanza internazionale.

Nel dicembre 2019 è terminato il progetto “Humedal Vivo”, co-finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) e implementato in collaborazione con il Ministero Ambiente e Risorse Naturali di El Salvador. Questo progetto ha avuto una durata di tre anni e un budget di oltre 1,5 milioni di euro, di cui 152mila sono stati cofinanziati da ISCOS. Gli obiettivi di questo progetto hanno dato priorità ad azioni di mitigazione degli effetti dovuti ai cambiamenti climatici nell’Alta Valle del Rio Lempa, mediante sistemi di gestione sostenibile e inclusiva del territorio, cosi come la gestione sostenibile delle risorse ambientali del Bacino del Cerrón Grande, rafforzando il coordinamento locale, la coesione sociale, coinvolgendo i gruppi più vulnerabili con iniziative produttive sostenibili nei settori ittico, agricolo e turistico.

A questo scopo, la sensibilizzazione, la formazione, il sostegno alle attività produttive e la gestione ambientale si sono focalizzate sulle comunità rurali, in particolare sui gruppi più vulnerabili: tra questi famiglie di basso reddito con una medio mensile di 180 dollari Usa, principalmente donne e giovani.

In totale 7.839 persone, di cui:

  • 287 piscicoltori
  • 6.000 pescatori
  • 564 persone di 188 unità produttive agricole famigliari
  • 60 operatori turistici
  • 28 funzionari dei 14 municipi (in particolare coloro che lavorano nelle Unità Ambientali municipali)
  • 900 fra soci e funzionari di 30 organizzazioni, 16 delle quali fanno parte del CIHCG

I beneficiari indiretti del progetto “Humedal Vivo” sono state oltre 98 mila persone, in pratica il 68% degli abitanti delle zone dell’Humedal comprese nei 14 municipi interessati (popolazione totale 144.381).

Concluso questo progetto, l’ISCOS sta implementando un nuovo intervento della durata di 30 mesi e di un valore complessivo di 500 mila, progetto che sta essendo finanziato dalla Commissione Europea (CE), dei quali il 25% proviene da un contributo proprio dell’ISCOS. Questo progetto rappresenta la continuità della nostra presenza nel paese dagli anni ’90[1]. L’obiettivo di questo nuovo progetto è rafforzare le organizzazioni della società civile, nella zona sud di Humedal Cerrón Grande, nello sviluppo di pratiche per la mitigazione dei cambiamenti climatici.

Il nuovo progetto si sviluppa in partenariato con l’organizzazione locale CRC, con il coinvolgimento di altre associazioni salvadoregne AGUASUCHI e PROGRESO e in stretto coordinamento con il Ministero dell’Ambiente e Risorse Naturali di El Salvador e il Municipio di Suchitoto. L’obiettivo prevede di aumentare le capacità delle organizzazioni locali a svolgere efficacemente il proprio ruolo di attori protagonisti dello sviluppo sostenibile (dialogo, concertazione e governance); anche per migliorare la gestione delle risorse idriche soprattutto a livello comunitario, aumentare il reddito e la generazione di occupazione mediante azioni produttive con un approccio agro-ecologico.

Il nuovo progetto è complementare a un altro denominato “Agua Futura” (co-finanziato da AICS), il quale s’incontra in un processo d’implementazione dal novembre 2018, con una fine prevista entro l’ottobre 2020. Il ruolo di capofila è del Consiglio Nazionale Ricerche (CNR) italiano, mentre ISCOS e ACRA sono i partner esecutivi in coordinamento con il Ministero dell’Ambiente e Risorse Naturali di El Salvador, i Governi locali, l’Università Statale di El Salvador (UES), l’Università di Firenze, l’Università Sapienza di Roma, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

“Agua Futura” prevede due filoni d’intervento e conta con un investimento complessivo di 500 mila euro, di cui 180 mila sono il contributo di ISCOS:

  • Attività di formazione e ricerca sulla qualità e quantità delle risorse idriche e sugli aspetti psicosociali comunitari (prevenzione e gestione dei conflitti associati alla disponibilità e all’accesso all’acqua);
  • Azioni pilota sia nel campo della produzione agricola e piscicola con un approccio ecologico, sia per la protezione/restaurazione di ecosistemi (bacini e micro-bacini idrografici).

[1] Domenico Amigoni, Sulle strade di El Salvador. Cronache di cooperazione alllo sviluppo, BiblioLavoro, Sesto San Giovanni (MI) 2008

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