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Categoria: Birmania

Sviluppi in materia di lavoro forzato

I risultati elettoraIi del 7 novembre e la Costituzione del 2008, redatta unilateralmente dalla giunta, garantiscono di fatto al regime un’amnistia in relazione alle violazione dei diritti umani e ai crimini di guerra. L’assenza di uno stato di diritto avallerà, nella pratica, le violazioni delle Convenzioni ILO sul lavoro forzato e sulla libertà di associazione, minando la possibilità di sradicare il lavoro forzato ed eliminare tutte le altre violazioni dei diritti umani. Sintesi della nota della CISL presentata al Gruppo Lavoratori del Consiglio di Amministrazione ILO, novembre 2010.

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La CISL ha appreso con gioia ed emozione la recente liberazione di Aung San Suu Kyi. Il Premio Nobel per la Pace ci rivolge un ulteriore appello, che la Cisl ha già raccolto, a mantenere alta l’attenzione e l’impegno verso il suo popolo perché in Birmania, purtroppo, non è stata ancora raggiunta la vera democrazia, il pieno rispetto dei diritti umani e del lavoro. Infatti, con le recenti elezioni, la giunta militare si è garantita il totale controllo del paese per il prossimo futuro e ciò impedirà ogni libertà e garantirà, invece, la loro impunità sulla violazione dei diritti umani e sull’utilizzo del lavoro forzato.
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