
Percorsi femministi contro la guerra, nei Balcani
Da oltre trent’anni, leDonne in Nero di Belgradoscendono in piazza contro la guerra, il militarismo e la rimozione dei crimini commessi durante i conflitti degli anni Novanta nell’ex Jugoslavia. Con veglie silenziose, flash mob e presidi nei luoghi simbolici della città, hanno costruito una presenza civile costante e coraggiosa, chiedendo giustizia e responsabilità storica a chi ancora oggi preferisce voltarsi dall’altra parte.
Oggi quella presenza è più necessaria che mai. A oltre trent’anni dall’inizio delle guerre, i Balcani continuano a fare i conti con tensioni nazionaliste, narrazioni revisioniste e fragilità democratiche. Le Donne in Nero operano spesso in un clima di pressione politica e delegittimazione mediatica, lavorando contro l’isolamento e per tenere viva una memoria collettiva che rischia di essere riscritta.
Con questo progetto,ISCOS Emilia Romagnaaffianca le Donne in Nero nel loro lavoro quotidiano. Si tratta di sostenere la continuità delle loro attività pubbliche, rafforzare le reti di solidarietà internazionale e aprire spazi di dialogo con attiviste e associazioni degli altri Paesi dell’area balcanica. Incontri, scambi, materiali educativi e momenti pubblici condivisi: strumenti concreti per costruire una cultura della pace che non sia solo commemorazione, ma presa di posizione nel presente.
Un’attenzione particolare sarà dedicata alle nuove generazioni, coinvolte in percorsi di educazione alla memoria critica capaci di interrogare il presente e contrastare il revisionismo storico attraverso testimonianze dirette.
Sostenere questo progetto significa stare dalla parte di chi, da trent’anni, non ha mai smesso di ricordare. E di chi inizia oggi a farlo.
