Pierre Carniti e la dimensione internazionale della CISL

35 anni fa, nel novembre 1983, tutta la segreteria della CISL, guidata da Pierre Carniti, alla presenza di un notaio ha costituito l’Istituto Sindacale per la Cooperazione allo Sviluppo, ISCOS.
Era la concretizzazione di un impegno culturale e politico che aveva trovato spazio ed era stato progressivamente condiviso all’interno della CISL, a partire dai territori, che già dagli anni ’70 si erano spesso attivati in solidarietà con i popoli emergenti dalla decolonizzazione, e agli inizi degli anni ’80 per l’accoglienza e l’integrazione dei primi immigrati in Italia.
In quegli anni lo scenario internazionale vedeva affacciarsi, con il rapporto Brandt, il dibattito sugli “interessi reciproci” tra Nord e Sud del mondo, e la sensibilità e l’acume politico di Carniti non potevano non cogliere il preludio della “globalizzazione” ed il significato che avrebbe comportato per il sindacato.
Nel n. 12 del 1983 di Conquiste del Lavoro è citato: “la tragica necessità di abbandonare il proprio paese porta questi uomini a scegliere l’Europa. Difficilmente questo flusso potrà arrestarsi in quanto questi lavoratori … arrivano per disperazione, costretti dalla miseria e la fame”
Carniti ha dato quindi con ISCOS una struttura organizzata alla solidarietà internazionale della Cisl, facendone uno strumento per la cooperazione allo sviluppo con il mandato di essere l’espressione concreta della solidarietà della Cisl e più in generale dei lavoratori italiani.

Ciao Pierre,
maestro di sindacato, di vita e di solidarietà senza confini. Ti porteremo nei nostri cuori.

Giuseppe Farina

Presidente dell’ISCOS

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