Conflitti minerari in Centroamerica

Articolo di Enrico Garbellini

PROGRESO (Asociación de Desarrollo Municipal de Suchitoto) è una ONG salvadoregna che rappresenta 25 comunità rurali del Municipio di Suchitoto. Fra le principali iniziative promosse vi sono 20 banche comunitarie gestite da sole donne e 9 sistemi comunitari d’acqua. Dal 2016 stiamo lavorando con questa importante OSC promuovendo 70 unità di produzione agroecologica. PROGRESO fa parte di CRIPDES (Asociación para el Desarrollo de El Salvador), impegnata in ACRAFEMIN (Alianza Centroamericana Frente a la Minería) che riunisce 25 organizzazioni dell’America Centrale.

Lo scorso 22 luglio a San Salvador, le organizzazioni socie di ACRAFEMIN si sono riunite in occasione della giornata internazionale contro le miniere a cielo aperto. L’estrazione di metalli provoca impatti irreversibili sull’ambiente e sulla biodiversità, distrugge gli ecosistemi, inquina le fonti di acque superficiali e sotterranee con drenaggio acido, priva le popolazioni ancestrali dei loro territori.

Le donne, che rappresentano la maggioranza degli abitanti nei territori minacciati dalle miniere a cielo aperto, subiscono maggiormente gli impatti socioeconomici di questa industria a causa dell’aumento della povertà, della violenza di genere, della prostituzione forzata e dell’aumento dell’orario di lavoro.

L’irruzione dell’industria mineraria in America Centrale ha indebolito lo stato di diritto, in quanto ha contribuito alla cooptazione dei sistemi giudiziari per promuovere strategie di criminalizzazione contro i leader delle comunità, i difensori dei diritti umani e le autorità indigene che agiscono in nome del diritto di libera espressione e dell’accesso all’informazione in legittima difesa dei propri territori e dei beni comuni.

Nonostante nel 2017 in El Salvador sia stato approvato il divieto di estrazione di metalli, la prospezione di progetti minerari ai confini del Guatemala e dell’Honduras continua a rappresentare una seria minaccia per le risorse idriche e gli ecosistemi situati in bacini idrici condivisi. La minaccia più immediata è rappresentata dal progetto minerario Cerro Blanco, acquisito dalla società canadese Bluestone Resources, che ha recentemente annunciato che, a partire dal 2022, realizzerà una miniera a cielo aperto nel comune di Asunción Mita in Guatemala. La cosa preoccupante dell’apertura di questa miniera è che, a causa della sua posizione geografica a soli 15 km da El Salvador, il danno ambientale nell’alto bacino si estenderebbe al fiume Rio Lempa, la più importante fonte d’acqua del paese, che fornisce acqua potabile a due terzi della popolazione dell’area metropolitana di San Salvador e a gran parte dell’agricoltura e dell’allevamento del paese. L’apertura della miniera sarebbe anche fonte di contaminazione per la regione del Trifinio, considerata un’unità ecologica regionale indivisibile e strategica da un trattato trilaterale firmato dai governi di El Salvador, Guatemala e Honduras.

Di fronte a questa situazione, le organizzazioni di ACRAFEMIN chiedono:

  1. La chiusura definitiva del progetto minerario del Cerro Blanco, che in 14 anni di attività ha contaminato l’affluente del fiume Ostúa del Lago Guija e il Rio Lempa con arsenico e metalli pesanti, violando il diritto umano all’acqua, ad un ambiente sano, mettendo a repentaglio la vita e la salute della popolazione di Asunción Mita e delle comunità di Metapán che vivono sulle rive del lago Guija.
  2. Che il governo salvadoregno accolga con la dovuta urgenza le raccomandazioni del procuratore per la difesa dei diritti umani di El Salvador, emesse nel 2013 attraverso il “Rapporto speciale sul progetto minerario del Cerro Blanco e potenziali violazioni dei diritti umani nella popolazione salvadoregna”.
  3. Ai Governi del Guatemala e di El Salvador che istituiscano urgentemente una Commissione binazionale per promuovere un Trattato Regionale sulle Acque Transfrontaliere affinché stabilisca la protezione dei bacini transfrontalieri, assistendo il Sistema di Integrazione Centroamericana e delle Istituzioni Multilaterali per l’attuazione di una Valutazione Ambientale Strategica dei bacini transfrontalieri e garantisca la sostenibilità idrica per le popolazioni guatemalteca e salvadoregna.
  4. Ai governi della regione l’adozione di politiche di sviluppo economico che promuovano la sostenibilità e l’utilizzo dei beni naturali a beneficio della grande maggioranza dei nostri Paesi, regolamentando gli Investimenti Diretti Esteri (IDE), al fine di ridurre gli impatti socio-economici che mettono a rischio il futuro e la vita di questa e delle prossime generazioni.

Mappa dei conflitti estrattivi in Centro America

Gli impatti socio-ambientali dell'estrazione di metalli in America centrale sono multidimensionali. Il governo honduregno minaccia di intaccare il 38,50% delle sue aree protette con lotti minerari, seguito dal Nicaragua con il 35,5%. In entrambi i paesi, queste aree di conservazione minacciate dall'estrazione mineraria sono anche zone transfrontaliere, che influenzeranno la connettività biologica esistente in questi spazi geografici.

 

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