A.Mar Blue

Proteggere il mare per sostenere le persone: ISCOS presenta il progetto A.Mar Blu

Il 24 febbraio 2026, l’Università di Ziguinchor ha ospitato il lancio ufficiale di A.Mar Blu, un’iniziativa triennale finanziata dalla cooperazione italiana tramite l’Agenzia Italiana di Cooperazione allo Sviluppo (AICS) che vede ISCOS nel ruolo di capofila. Il progetto interviene in quattro aree marine protette (AMP) considerate strategiche per l’equilibrio ecologico del Paese: Ufoyaal Kassa-Bandial e Kassa-Balantacounda in Casamance, dove opera ISCOS, e Joal-Fadiouth e Somone sulla Petite Côte, aree coordinate dall’ONG partner IPSIA.

L’obiettivo centrale è la tutela e la gestione delle risorse marine attraverso un metodo che unisce il rigore della ricerca scientifica allo sviluppo economico delle popolazioni residenti. Marion Lucas, rappresentante di ISCOS in Senegal, ha chiarito che il punto di partenza resta l’analisi del territorio: «È necessario disporre di dati scientifici per poter poi avere un impatto reale sulla protezione e la valorizzazione delle risorse», ha detto. Questa base tecnica è fondamentale per supportare la Direzione delle aree marine protette (Damcp) che, come riferito da Omar Faye, affronta quotidianamente «difficoltà soprattutto a livello tecnico e finanziario» nella salvaguardia della biodiversità.

Sul piano socio-economico, A.Mar Blu sostiene l’autosufficienza delle comunità attraverso il potenziamento di settori come l’ostricoltura, l’acquacoltura e l’ecoturismo. L’intervento punta a trasformare la gestione delle risorse in un’opportunità di crescita professionale sia per gli agenti delle aree protette sia per i cittadini. In questo senso, Lucas ha precisato che «l’obiettivo è la professionalizzazione di alcune figure», un passo necessario per garantire che la tutela dell’ambiente non sia percepita come un limite, ma come un volano di sviluppo. Omer Diedhiou, presidente del comitato di gestione dell’AMP UKB, ha ribadito questo concetto sottolineando che «queste risorse appartengono alle comunità e sono le comunità che le sfruttano. Se non sono coinvolte nella gestione, non credo che possa esserci una sostenibilità».

Un pilastro decisivo del progetto riguarda infine il rafforzamento della governance e la consapevolezza collettiva. La rappresentante di ISCOS ha spiegato che una componente rilevante del lavoro sarà dedicata alla capacità organizzativa delle istituzioni locali e al coinvolgimento dei cittadini: «In quest’ultima componente, ci saranno ovviamente attività di educazione ambientale, di sensibilizzazione rivolte alle comunità per poter comunicare su tematiche delicate e importanti che consentono oggi di conservare la biodiversità e gli ecosistemi all’interno delle aree marine».

Il valore strategico dell’operazione è stato confermato dal colonnello Momar Seye che, in rappresentanza del governatore di Ziguinchor, ha ricordato che lo Stato del Senegal «pone la transizione ecologica e la conservazione delle risorse naturali al centro dell’Agenda nazionale di trasformazione Senegal 2050».

A.Mar Blu si inserisce in una visione di lungo periodo, dove la collaborazione tra organizzazioni internazionali, centri di ricerca e popolazioni locali è lo strumento per garantire la resilienza delle coste e delle comunità che le abitano.

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