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Iran: bisogno di riforme democratiche

La soppressione delle proteste in Iran questa settimana, con la tragica morte di oltre 20 persone e l’arresto di diverse centinaia, non risolverà il malcontento sociale ed economico che dilaga nel Paese. La rabbia per la disoccupazione giovanile, pari al 60% in alcune zone, la spirale inflazionistica e la continua riduzione del reddito reale sono state alimentate dal risentimento popolare verso il ruolo dell’Iran nei conflitti militari all’estero mentre l’economia nazionale è in declino.

Il modesto aumento del PIL dopo la fine dell’embargo nucleare nel 2015 non ha migliorato le condizioni di vita del popolo iraniano, e la grande influenza socio-economica della guardia repubblicana e degli organismi religiosi rappresentano gravi ostacoli al varo di un’efficace riforma.

Il mancato pagamento dei salari (una delle cause delle proteste) sta impoverendo molti lavoratori. Ad esempio, nell’azienda produttrice di zucchero Haft Tapeh i lavoratori si sono trovati senza stipendio per quattro mesi, dopo una dubbiosa privatizzazione della struttura. Coloro che partecipano ad attività sindacali indipendenti subiscono dure repressioni, tra cui la reclusione sulla base di false accuse. Nel Global Rights Index della Confederazione Sindacale Internazionale (International Trade Union Confederation, ITUC), l’Iran è stato infatti classificato come “non garante dei diritti umani”.

Sharan Burrow, Segretario Generale dell’ITUC, ha dichiarato: «Riforme democratiche, inclusive di uguaglianza di genere e rispetto delle libertà di associazione, di riunione e di parola costituiscono l’unica base su cui una reale giustizia sociale può essere ottenuta. Liberarsi dal dominio militare dell’economia e dal potere dei fondamentalisti religiosi sono elementi cruciali per raggiungere un livello soddisfacente di prosperità condivisa e sicurezza economica. Il popolo iraniano ha urgente bisogno di investimenti nell’occupazione e di redditi dignitosi. A livello internazionale, il dialogo è stato fondamentale per bloccare il programma di armamento nucleare in Iran, e tutti i Paesi dovrebbero essere pronti ad impegnarsi in modo costruttivo per creare un programma di riforme democratiche».

Fonti:

[ITUC] Iran: protests show need for fundamental reform

[Equal Times] Iranian workers continue to struggle for independent trade unions

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